Certificazione Unica 2025: quando è obbligatorio fare il 730

Anna Maria D’Andrea - Certificazione Unica

Chi ha ricevuto la Certificazione Unica non è sempre obbligato a presentare il modello 730. Un focus su quando è necessario, sui casi di esonero e sul perché potrebbe essere in ogni caso utile inviare la dichiarazione dei redditi

Certificazione Unica 2025: quando è obbligatorio fare il 730

La consegna della Certificazione Unica è il passaggio che inaugura la stagione del modello 730.

Chi ha ricevuto la CU 2025 dal proprio datore di lavoro o dall’INPS dovrà utilizzare i dati contenuti nel documento per fare la dichiarazione dei redditi.

Non sempre è però obbligatorio fare il modello 730. Se sul fronte fiscale la situazione attestata nella CU 2025 è “regolare e completa”, l’invio della dichiarazione non è obbligatorio, ferma restando la possibilità di trasmissione per fruire dei bonus IRPEF.

Bisogna però prestare attenzione a diverse variabili ed è quindi bene fare il punto di quando è effettivamente possibile “evitare” l’invio del modello 730/2025.

Certificazione Unica 2025: quando è obbligatorio fare il 730

La Certificazione Unica è il documento che, annualmente, i datori di lavoro predispongono e consegnano ai propri dipendenti per attestare il valore dei redditi percepiti, le imposte trattenute, così come le detrazioni erogate.

Si tratta quindi di un’attestazione fondamentale anche ai fini della presentazione del modello 730 e che, in primo luogo, determina chi deve o meno inviarlo.

Il contribuente che nel corso dell’anno ha percepito redditi da un solo datore di lavoro e non ha percepito altre somme (relative, ad esempio, ad affitti brevi), è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Non è quindi necessario fare il modello 730/2025 se il datore di lavoro ha effettuato correttamente le operazioni di conguaglio e, quindi, se l’IRPEF addebitata in busta paga (e le relative addizionali) corrisponde al conto dovuto sulla base del reddito complessivamente percepito.

Una sola Cu 2025: modello 730 obbligatorio per restituire detrazioni o trattamento integrativo

La regola di cui sopra deve però essere adattata alla situazione specifica del contribuente. Se ad esempio la CU 2025 è completa dal punto di vista dell’IRPEF dovuta, ma sono state riconosciute agevolazioni non spettanti, fare il modello 730 è in ogni caso obbligatorio.

Se quindi ad esempio il datore di lavoro ha riconosciuto nel corso del 2024 detrazioni per figli o familiari a carico che, a chiusura d’anno, risultano non spettanti (in tutto, o anche in parte), è sempre necessario presentare la dichiarazione dei redditi 2025.

Si pensi al caso dei figli, che risultano a carico - e consentono di beneficiare delle detrazioni IRPEF - solo in caso di redditi percepiti fino a 2.840,51 euro o 4.000 euro per gli under 24. Se il figlio o la figlia ha superato i limiti di reddito per essere considerato a carico, il genitore dovrà presentare il modello 730 per restituire le detrazioni non spettanti.

Stesso discorso per il trattamento integrativo, il bonus in busta paga fino a 100 euro al mese riconosciuto entro specifici limiti di reddito. Superate le soglie di spettanza, è necessario procedere alla restituzione (con la dichiarazione dei redditi) degli importi indebitamente riconosciuti.

Due o più CU 2025? Modello 730 da fare, e in fretta

Un discorso a parte merita il caso di chi, nel corso dell’anno, ha percepito redditi da più datori di lavoro.

In caso di due o più CU 2025, percepite da sostituti d’imposta differenti e non conguagliate, presentare il modello 730/2025 sarà obbligatorio. Di base infatti ciascun datore di lavoro applica l’IRPEF sulla base del reddito che egli eroga al dipendente.

Dal punto di vista dichiarativo però i redditi complessivamente percepiti vanno sommati, e sulla somma che ne deriva bisogna applicare le aliquote e gli scaglioni IRPEF previsti. È quindi frequente che alla fine dell’anno ci si trovi a dover versare una quota aggiuntiva di imposte, oppure che emerga l’obbligo di restituire il trattamento integrativo.

Attenzione: questa situazione può interessare anche chi ha percepito la Naspi nel corso del 2024. L’INPS infatti calcola le imposte dovute solo sull’indennità di disoccupazione, non considerando eventuali redditi da lavoro dipendente percepiti nel medesimo anno.

In questo caso il consiglio è di presentare il modello 730 in tempi rapidi, e senza attendere la scadenza ultima del 30 settembre, per poter applicare la rateizzazione massima delle maggiori imposte dovute.

Perché conviene sempre presentare il modello 730: il peso di detrazioni e deduzioni sul calcolo dell’IRPEF

Chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi può sempre procedere con l’invio. Fare il modello 730 è infatti utile non solo per inquadrare correttamente la propria situazione debitoria nei confronti del Fisco, ma anche per recuperare eventuali crediti spettanti.

Con il modello 730 è infatti possibile beneficiare di numerose detrazioni fiscali, dalle spese per l’affitto, a quelle scolastiche e universitarie fino alle spese mediche e relative ai farmaci.

Inoltre, chi ha optato per il riconoscimento del bonus IRPEF a fine anno dovrà fare il modello 730 per beneficiarne. Un caso tipico è quello di colf e badanti che non percepiscono in busta paga il trattamento integrativo, ma è possibile che anche i dipendenti abbiano optato per il recupero delle somme solo dopo la chiusura dell’anno.

Ecco quindi che anche in caso di esonero, fare la dichiarazione dei redditi può rivelarsi vantaggioso e decisivo per “regolare i conti” con il Fisco a proprio beneficio.

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