La rottamazione quinquies è aperta anche alle cartelle relative a tributi locali: bollo, multe e tasse locali rientrano nella procedura a discrezione di Comuni e Regioni

Bollo auto, multe per violazioni del codice della strada, ma anche IMU e TARI, sono tra le voci ammissibili alla rottamazione quinquies.
Comuni e Regioni sono inclusi nel novero degli enti impositori che, in via facoltativa, potranno prevedere forme di definizione agevolata dei tributi di propria competenza.
La proposta di legge per la nuova rottamazione delle cartelle resta al vaglio del Senato e il ciclo di audizioni in corso in Commissione Finanze è l’occasione per delineare il profilo di debitori e creditori.
Dei 1.279,8 miliardi di somme che compongono il magazzino residuo della Riscossione alla data del 31 gennaio 2025, quasi 55 miliardi sono relativi a debiti affidati da Comuni, Regioni e altri enti impositori. Si tratta del 4 per cento in tutto, con un conto che cresce anno per anno.
Bollo, multe e tasse locali: nuova rottamazione aperta a Comuni e Regioni
La proposta di legge relativa alla rottamazione quinquies estende la definizione agevolata, in via facoltativa, anche alle Regioni e ai Comuni.
In particolari, gli enti locali e territoriali possono prevede la rottamazione delle proprie entrate - anche non tributarie - su istanza del debitore, con il beneficio del taglio delle sanzioni dovute per il ritardo nel pagamento.
La rottamazione quinquies in fase di discussione rappresenta quindi una chance per i Comuni e le Regioni di introdurre misure volte a recuperare le tasse non pagate per tempo.
Dal bollo auto, fino all’IMU e alla TARI, la proposta di legge all’esame del Senato riprende le regole che già hanno caratterizzato le precedenti edizioni di definizione agevolata delle cartelle.
Agli Enti spetterebbe il compito di stabilire il numero massimo di rate, le scadenze così come le regole per fare domanda. Della rottamazione “Nazionale” quella locale riprenderebbe le regole più blande relative alla decadenza, prevista in caso di mancato pagamento di otto rate, anche se non consecutive.
I numeri delle tasse locali che affollano il magazzino della Riscossione
Le cartelle affidate da Comuni e Regioni all’Agenzia delle Entrate Riscossione assumono un peso importante nel complesso del magazzino crediti.
I dati sulla natura dei quasi 1.280 miliardi di cartelle stratificatesi negli anni sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate nel corso dell’audizione in Senato del 27 marzo:
- l’84 per cento del valore residuo è relativo a crediti di natura erariale affidati dalla stessa Agenzia, dalle Dogane o da altre Amministrazioni Statali;
- il 12 per cento è relativo a crediti INPS o INAIL;
- il 2 per cento è relativo a crediti affidati dai Comuni (IMU, TARI e multe per violazioni del Codice della strada);
- il 2 per cento riguarda crediti di altri enti impositori, tra cui le Regioni.
All’analisi del “pregresso” è però bene affiancare anche i dati dei crediti affidati annualmente.
Ogni anno circa 5.500 enti affidano all’AdER una media di 33 milioni di crediti, pari a 82 miliardi e riferibili a 10,4 milioni di contribuenti. Di questi circa il 64 per cento, di importo inferiore a 500 euro, è in larga parte (per due terzi) riconducibile a iscrizioni a ruolo effettuate da Comuni, Regioni e altri enti diversi dall’erario e dagli enti pubblici.
Dalle multe al bollo auto, un conto che cresce di anno in anno
Tra i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, è interessante guardare anche alla natura dei crediti affidati annualmente.
Per quel che riguarda i comuni, nel periodo dal 2019 al 2024 sono stati affidati una media di 3,09 milioni di crediti relativi a multe per violazioni del codice della strada, per un totale di 1,08 miliardi di euro, e 2,18 milioni di crediti relativi a canoni e alti tributi, pari a 1,81 miliardi.
Sul fronte del bollo auto, le regioni hanno dato all’AdER il compito di recuperare 6,81 milioni di singoli crediti, pari ad un totale di 1,75 miliardi di euro.
Questi alcuni dei numeri della discussione in corso sulla rottamazione quinquies e sul possibile impatto di una nuova sanatoria anche per le cartelle relative a crediti di Regioni e Comuni.
Il confronto resta aperto: l’indagine conoscitiva in corso in Commissione Finanze del Senato è solo il primo passo e si attende l’avvio della discussione sulla nuova definizione agevolata, sulla quale il via libera resta incerto.
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