Controlli fiscali, pieno utilizzo dei dati dei beni posseduti all'estero. La Guardia di Finanza annuncia il piano 2025, con il fine di individuare chi ha pendenze con il Fisco ma risulta possessore di conti esteri

Controlli fiscali con una nuova analisi del rischio.
Prenderà corpo nel 2025 la nuova strategia della Guardia di Finanza che mira a individuare i contribuenti con debiti nei confronti del Fisco ma che possiedono conti all’estero.
Lo scambio automatico delle informazioni è la base per la messa a terra del nuovo piano di controlli, anche se dalle Fiamme Gialle arriva la proposta di potenziare la condivisione dei dati.
Le indicazioni sono contenute nel documento presentato in Commissione Finanze del Senato, nell’ambito dell’audizione sulla gestione del magazzino AdER tenutasi il 1° aprile.
Controlli fiscali, la strategia 2025 della GdF: nel mirino evasori i conti all’estero
Nella gestione dello stock di oltre 1.200 miliardi di crediti che affollano il magazzino dell’AdER, l’azione della Guardia di Finanza è duplice: prevenzione, per evitare che il conto da recuperare aumenti, e repressione per bloccare fenomeni inquadrabili nell’ambito dell’evasione fiscale.
Questo uno dei punti evidenziati nel corso dell’audizione in Commissione Finanze del Senato del 1° aprile 2025, occasione per fare il punto del contributo delle Fiamme Gialle in materia di gestione del magazzino AdER.
Il fenomeno dell’evasione da riscossione rientra tra quelli in cui vengono sviluppate le analisi del rischio, per orientare le attività sul territorio sui contesti in cui emergono indici di anomalia. Un lavoro svolto in cooperazione con l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito dell’Unità integrata permanente dell’analisi del rischio (UIPAR) costituita un anno fa a seguito di un’appositi protocollo d’intesa.
Un vero e proprio “centro di analisi interistituzionale”, evidenzia la Guardia di Finanza, con il fine anche di razionalizzare l’uso di strumenti e risorse.
L’UIPAR si occuperà di sviluppare nel corso del 2025 una nuova e specifica analisi del rischio evasione, con un focus sui contribuenti che possiedono conti correnti all’estero.
Debitori con il Fisco ma con conti all’estero: i destinatari dei nuovi controlli fiscali
Il Generale della GdF, Luigi Vinciguerra, fornisce il “profilo” dei contribuenti sui quali si svilupperanno le nuove attività di controllo fiscale.
Si tratta per lo più di soggetti con debiti verso il Fisco, con un’attenzione particolareggiata ai più esposti, che risultano possedere consistenti disponibilità finanziarie all’estero.
La fonte per attingere ai dati dei conti esteri deriva dalle attività di scambio automatico di informazioni secondo il Common Reporting Standard. Si analizzeranno anche le somme possedute presso intermediari residenti, guardando questa volta all’Archivio dei rapporti finanziari e quindi ai dati dei conti detenuti in Italia.
L’esito dell’attività di analisi dei conti esteri e di quelli nostrani sarà la messa a punto di un indice di rischio fiscale da attribuire ai singoli contribuenti presi in esame. I dati saranno forniti ai reparti territoriali per i controlli sul campo.
Conti correnti esteri, la GdF chiede più informazioni
Sulla possibilità di effettuare controlli fiscali efficaci e tempestivi incidono però le regole ad oggi previsti in materia di scambio di informazioni, non solo con l’estero ma anche in relazione ai conti detenuti in Italia.
La Guardia di Finanza propone di potenziare le regole alla base dell’alimentazione dell’archivio dei rapporti finanziari e nel corso dell’audizione del 1° aprile chiede di implementare il flusso di comunicazione.
Ad oggi, le comunicazioni che confluiscono nell’archivio sono trasmesse:
- mensilmente, per la sezione Anagrafica;
- annualmente, per la sezione Contabile.
Tempistiche che comportano la scarsa utilità, dal punto di vista della sezione contabile, delle informazioni relative a saldi, movimenti in entrata e in uscita e giacenza media.
La Guardia di Finanza chiede quindi di valutare la possibilità di stabilire un flusso di comunicazione mensile anche sul fronte dei dati contabili dei conti correnti. Una modifica che rappresenterebbe un significativo passo in avanti “in termini di tempestività di esecuzione degli accertamenti patrimoniali nei confronti dei soggetti responsabili di gravi reati economico-finanziari.”
Potenziare i controlli sui conti correnti è però una scelta pericolosa, dal punto di vista politico, riecheggiando il tema del “Grande Fratello fiscale”. Resta in ogni caso da vedere quale sarà l’effetto delle sollecitazioni fatte dalle Fiamme Gialle al Governo e, in generale, al Parlamento.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Controlli fiscali, la strategia 2025 della GdF: nel mirino i conti all’estero