I controlli fiscali nei confronti delle imprese di pulizia

Gianfranco Antico - Dichiarazioni e adempimenti

Come funzionano i controlli fiscali nei confronti delle imprese di pulizia?

I controlli fiscali nei confronti delle imprese di pulizia

La circolare n. 246/E del 29 dicembre 1999 si è occupata, fra l’altro, dei controlli nei confronti dei servizi di pulizia.

Il documento di prassi, dopo aver illustrato il tipo di attività che le imprese del settore svolgono, evidenzia, con nettezza che:

  • nel settore sono presenti fenomeni di evasione contributiva, totale o parziale, che riguardano anche imprese di una certa dimensione, dove generalmente, invece, il fenomeno non dovrebbe riscontrarsi;
  • che il settore è fortemente caratterizzato dal ricorso al lavoro a tempo parziale e che il numero di imprese note all’Inps è di gran lunga inferiore a quello delle imprese effettivamente operanti.

I controlli fiscali nei confronti delle imprese di pulizia

La circolare prosegue indicando l’attività da svolgere prima di iniziare il controllo e l’attività da svolgere al momento dell’accesso, soffermandosi diffusamente sul controllo del volume d’affari e sui metodi di ricostruzione indiretta dei corrispettivi, che rappresenta il punto nodale dell’intero percorso.

Già, infatti, in premessa, vengono indicate le violazioni più frequentemente riscontrate in occasione di precedenti verifiche:

  • registrazione di fatture per operazioni inesistenti, finalizzate alla contabilizzazione di costi altrimenti non dimostrabili relativi al pagamento di lavoratori dipendenti “in nero”;
  • mancata emissione di ricevute fiscali;
  • omessa registrazione di fatture e/o annotazione di elementi positivi di reddito;
  • omessa ritenuta d’acconto relativa alla corresponsione di redditi di lavoro dipendente.

L’attività preparatoria al controllo, per qualsiasi tipo di verifica da effettuare, riveste importanza fondamentale.

La circolare, preliminarmente, fa presente che i verificatori devono acquisire, tramite il sistema dell’Anagrafe Tributaria, tutta una serie di informazioni utili, verificando anche gli eventuali elementi in possesso dell’Ufficio (ad es. inclusione nelle liste selettive degli anni precedenti), e acquisendo, anche per mezzo di fonti non istituzionali (elenchi telefonici, riquadri su Pagine Gialle e Pagine utili, spot radiofonici e/o televisivi di emittenti locali) tutti gli elementi rilevanti ai fini del controllo.

Il controllo del volume d’affari

L’individuazione delle prestazioni non fatturate e delle prestazioni fatturate per importi non congrui, sia ai fini II.DD. che IVA, costituisce l’obiettivo prioritario dell’attività di verifica.

Pertanto, effettuati i controlli formali, l’attenzione dei verificatori dovrà essere prestata al controllo delle registrazioni delle fatture passive per accertare (anche mediante controlli incrociati con i fornitori) l’eventuale imputazione di fatture per operazioni inesistenti.

Il fiuto del verificatore” porterà ad effettuare particolari approfondimenti (verifica delle modalità di pagamento) nei casi sospetti.

L’analisi dei componenti negativi di reddito deve essere incentrata ad una lettura funzionale dei costi in rapporto con la natura dei ricavi dichiarati, per verificarne i presupposti di deducibilità.

La stima del numero delle prestazioni presumibilmente fornite può essere effettuata sulla base della manodopera impiegata, tenuto conto del monte ore totale (ordinarie e straordinarie) prestate dai dipendenti e dagli altri addetti.

Il raffronto tra i servizi contabilizzati in un certo periodo e la forza lavoro utilizzata nello stesso arco temporale potrà far emergere delle contraddizioni che andranno sempre valutate in contraddittorio con la Parte.

In ogni caso i verificatori, già in sede di verifica, ai fini della quantificazione del numero delle prestazioni eseguite dovranno tenere in debito conto che:

  • l’apporto del titolare diminuisce all’aumentare del numero dei dipendenti e può essere quasi nullo quando questi superano le 8-10 unità;
  • riconoscere un abbattimento del 10-20 per cento per pause e dispersioni di tempo, limitatamente a periodi dell’anno di accertato minore impegno;
  • la resa produttiva degli apprendisti e degli assunti con contratto di formazione dovrà essere valutata in contraddittorio con la Parte.

Gli eventuali differenziali riscontrati potranno costituire fondamento per la presunzione, ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. d), del DPR n. 600/73, così come modificato dall’art. 62 sexies del DL n. 331/93, conv. con modificazioni nella L. n. 427/93, di mancata fatturazione di corrispettivi, e valorizzati sulla base delle tariffe mediamente praticate per prestazioni similari, o sulla base della tariffa media del costo orario per addetto del settore.

Esempio di ricostruzione dei corrispettivi: numero dei dipendenti X 11 mesi - 1 mese di ferie - X 22 giornate lavorative al mese, ciascuna di 8 ore, moltiplicate per una retribuzione oraria, riconoscendo, in contraddittorio, una certa percentuale di diminuzione di capacità lavorativa.

A riscontro della modalità di ricostruzione sopra esaminata il volume d’affari potrà essere ricostruito sulla base dei consumi di materiale.

Correttamente la circolare precisa che tale sistema di ricostruzione può risentire di acquisti senza fattura, pervenendo addirittura a corrispettivi accertati inferiori a quelli dichiarati.

La circolare fornisce inoltre i dati relativi alle incidenze medie del costo dei materiali e dell’attrezzatura minuta riferiti ad un servizio di pulizia tipo (ufficio di circa 200 mq).

La verifica della congruità tra m2 puliti e quantitativo di materiali consumati, e tra macchinari posseduti e numero di prestazioni correlate all’impiego di tali attrezzature, potrà far emergere un consumo sproporzionato di materiali e un sottoutilizzo dei macchinari, indice di sussistenza prestazioni non contabilizzate.

La ricostruzione indiretta dei corrispettivi potrà essere valutata con moderazione dai verificatori, in presenza di particolari accertate situazioni, puntualmente motivate in sede di relazione di accompagnamento alla verifica.

Un elemento da valutare è dato dalla valorizzazione dell’opera dei dipendenti, in rapporto alle potenzialità della struttura e all’organizzazione del lavoro secondo il seguente rapporto:

“I = Ricavi al netto dell’Iva/numero addetti”

Il risultato di tale rapporto dovrà essere coerente e in linea con l’assunto secondo cui ad ogni addetto devono corrispondere ricavi che consentono un margine sufficiente a coprire almeno la rispettiva remunerazione. In caso contrario, si può fondatamente presumere che si è in presenza di prestazioni non contabilizzate.

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