Nuovo esterometro, per l’ANC la tempistica delle scadenze è inadeguata

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Nuovo esterometro, le regole da applicare dal 1° luglio potrebbero creare qualche problema a imprese e professionisti. A metterlo in evidenza è la nota congiunta dell'ANC e di Confimi industria del 31 maggio 2022. Tra le criticità: la tempistica delle scadenze e la gestione degli acquisti da non residenti.

Nuovo esterometro, per l'ANC la tempistica delle scadenze è inadeguata

Il nuovo esterometro, in partenza il prossimo 1° luglio, sta creando qualche problema a imprese e professionisti.

Lo fanno sapere l’Associazione nazionale commercialisti e la Confimi industria nella nota congiunta del 31 maggio 2022.

Tra gli aspetti più problematici c’è la tempistica delle scadenze, inadeguate rispetto all’operatività di studi e aziende a parere dell’ANC.

Ad evidenziarlo sarebbero anche i dati di un sondaggio realizzato nel mese di maggio da ANC e Confimi, su un campione di circa 900 imprese e professionisti.

Un’altra criticità messa in evidenza è la gestione degli acquisti da non residenti, che metterebbe in difficoltà l’87 per cento del campione.

Nuovo esterometro, per l’ANC la tempistica delle scadenze è inadeguata

L’ANC e Confimi industria segnalano difficoltà negli adempimenti legati al nuovo esterometro, che entreranno a regime a partire dal 1° luglio 2022.

Le nuove istruzioni sulle fatture estere sono fornite dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 23 dicembre 2022, che attuano quanto stabilito dal Decreto Fiscale.

L’anno in corso è suddiviso tra le ultime scadenze e i nuovi adempimenti.

Questi ultimi sono l’oggetto delle difficoltà messe in evidenza dalla nota, che si basa su un sondaggio realizzato nel mese di maggio da ANC e Confimi su di circa 900 imprese e professionisti.

A partire dal prossimo 1° luglio i dati delle operazioni transfrontaliere dovranno essere inviati esclusivamente tramite il Sistema di interscambio e il formato del file fattura elettronica.

Le scadenze sono differenti se si considerano le operazioni attive e passive:

  • nel caso di operazioni attive l’invio deve essere effettuato entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi, ovvero 12 giorni;
  • nel caso di operazioni passive la trasmissione è effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

I nuovi termini potrebbero creare qualche problema a imprese e professionisti. Nel testo si legge, infatti, quanto di seguito riportato:

“le scadenze del nuovo esterometro, al debutto fra un mese, nella gestione degli acquisti da non residenti, saranno problematiche per l’87 per cento degli operatori.”

La nota spiega inoltre che quasi il 70 per cento del campione individuato ha già aggiornato i software per il nuovo esterometro ma solo il 18 per cento sta utilizzando le nuove modalità.

Un aspetto non trascurabile è inoltre l’ulteriore costo che graverà sulle imprese e i contribuenti: il 46 per cento del campione ha dichiarato che l’aggiornamento del software è ricompreso nel canone annuo, i rimanenti contribuenti hanno dovuto sostenere una spesa aggiuntiva.

ANC e Confimi industria - nota congiunta del 31 maggio 2022
Nuovo esterometro, tempistica inadeguata. L’87 per cento degli operatori dichiara che non sarà in grado di rispettare i nuovi termini.

Esterometro, al centro le nuove scadenze e la gestione degli acquisti da non residenti

L’operatività delle nuove scadenze, prorogata dalla Legge di Bilancio 2022 dal 1° gennaio al 1° luglio, avrà un impatto su diverse aziende.

Ad essere influenzati dalle nuove regole saranno principalmente le piccole e medie imprese, che possono contare su limitate risorse per la contabilità tenuta in proprio.

Un punto che desta qualche preoccupazione è quello della gestione degli acquisti da non residenti, vista come criticità dall’87 per cento del campione.

Solo il 50 per cento, invece, ritiene preoccupante la gestione delle operazioni attive.

Spesso la fatturazione elettronica viene già utilizzata, ma con rallentamenti nel caso di fatture da emettere in valuta estera.

Nel complesso, la percentuale di chi ritiene operativamente irrilevante l’impatto delle novità è soltanto del 5 per cento.

Il 37 per cento, però, si dichiara non particolarmente preoccupato.

Sul tema, il presidente dell’ANC Marco Cuchel sottolinea che i professionisti dovranno confrontarsi con le nuove regole, in un periodo in cui ci sono cambiamenti anche per i forfettari con oltre 25 mila euro di reddito annuo, obbligati alla fatturazione elettronica a partire dal 1° luglio.

Il presidente Cuchel spiega quanto di seguito riportato:

“non è il metodo, ossia che il formato diventi lo stesso della FE, ma sono le scadenze a flusso continuo e troppo stringenti rispetto a tempistiche che, nella migliore delle ipotesi, vanno gestite entro il 15 di ogni mese ma in taluni casi anche entro 12 giorni.”

Il vice presidente con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA di Confimi Industria, Flavio Lorenzin, sottolinea inoltre quanto segue:

“non siamo contrari al processo in corso, ma non può definirsi semplificazione quella che porta ad una drastica riduzione delle tempistiche per gli operatori.”

Le associazioni suggeriscono diverse soluzioni con proroghe o misure che rendano gli invii tardivi come mere violazioni formali nel caso in cui i soggetti abbiano rispettato i termini di annotazione e liquidazione dell’IVA.

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