ADI: arretrati in pagamento per chi non ha indicato la persona con carichi di cura

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

L'INPS fornisce tutte le istruzioni sulla nuova gestione delle domande di inclusione che prevede l’attribuzione d’ufficio dei carichi di cura all'interno del nucleo familiare

ADI: arretrati in pagamento per chi non ha indicato la persona con carichi di cura

Come funziona la gestione dei carichi di cura da indicare nella domanda per l’assegno di inclusione?

L’INPS fornisce tutti i dettagli sulle nuove procedure, per cui a differenza di quanto accaduto finora non è più necessario specificare il soggetto con carichi di cura nella domanda.

L’Istituto, infatti, attribuirà automaticamente (quando ci sono i requisiti) il parametro corretto della scala di equivalenza, quello dello 0,40.

Ecco cosa cambia per le famiglie con domande già in pagamento che non hanno indicato un soggetto con carichi di cura.

ADI: arretrati in pagamento per chi non ha indicato la persona con carichi di cura

Nel messaggio n. 592/2025 l’INPS illustra le nuove modalità di gestione relative all’attribuzione d’ufficio dei carichi di cura per le domande di assegno di inclusione.

Come previsto dalla normativa, infatti, in base alla scala di equivalenza per il calcolo della soglia di reddito richiesta per l’accesso all’ADI e per il calcolo dell’importo si attribuisce il valore dello 0,40 nei confronti di un componente maggiorenne del nucleo familiare che ha carichi di cura, cioè quando in famiglia è presente:

  • un minore di 3 anni di età;
  • tre o più figli minorenni;
  • un componenti con disabilità o non autosufficienza.

Finora è stato possibile indicare tale componente nel modello di domanda per l’ADI (e nel modello ADI-Com esteso).

Ebbene, spiega l’INPS, da gennaio è stata avviata la nuova gestione che prevede l’attribuzione d’ufficio del carico di cura. Quando ci sono i requisiti richiesti, infatti, il nuovo sistema attribuisce automaticamente il parametro dello 0,40.

Questo viene applicato al componente a cui viene attribuito il parametro 1 della scala di equivalenza nel nucleo familiare dell’ADI.

Successivamente, in fase di analisi multidimensionale del nucleo, i servizi sociali possono confermare il carico di cura alla persona a cui è stato attribuito, oppure assegnarlo ad un altro familiare.

L’indicazione del carico di cura può dare diritto a ricevere importi arretrati

Cosa cambia quindi per le domande già accolte e in corso di pagamento?

Per chi ha già specificato il soggetto con il carico di cura non cambia nulla.

Nel caso in cui invece il carico di cura non sia stato attribuito ma ci sono le condizioni per riconoscerlo automaticamente, l’INPS specifica che procederà, in occasione del pagamento delle prossime mensilità, anche al ricalcolo degli importi spettanti come arretrato.

L’importo attualmente in pagamento infatti viene ricalcolato considerando il parametro dello 0,40 che finora non era stato applicato. Gli arretrati saranno erogati a conguaglio, in un’unica soluzione.

Nel caso in cui invece la mancata indicazione del carico di cura abbia comportato il rifiuto della domanda perché portava a superare la soglia dei requisiti economico/reddituali, l’INPS provvederà a riesaminare la pratica e se con l’applicazione del parametro gli interessati avranno effettivamente diritto all’ADI (considerando anche tutti gli altri requisiti richiesti), riceveranno la prestazione.

Infine, comunica l’INPS, il modello di domanda per l’ADI è stato aggiornato.

INPS - Messaggio n. 592 del 17 febbraio 2025
Assegno di Inclusione. Attribuzione d’ufficio dei carichi di cura

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