Il reddito dei commercialisti continua a crescere. I divari tra donne e uomini, giovani e professionisti in carriera e tra Sud e Nord sono diminuiti anche se in alcuni casi restano ancora molto elevati

In sedici anni, dal 2007 al 2022, il reddito medio dei commercialisti è cresciuto in misura superiore al valore aggiunto per occupato: +22,4 per cento contro il 21,2 per cento.
A fornire una panoramica sui dati è il rapporto della Fondazione nazionale dei commercialisti, pubblicato oggi, 4 aprile.
I divari reddituali tra donne e uomini, giovani e professionisti in carriera e tra Sud e Nord sono diminuiti anche se in alcuni casi restano ancora molto elevati.
Commercialisti: crescono i redditi e calano i divari
L’analisi della Fondazione nazionale commercialisti “Dinamica dei redditi dei Commercialisti italiani tra il 2008 e il 2023”, pubblicata il 4 aprile, mostra l’andamento del reddito della categoria sul periodo 2007-2022, cioè il periodo che coincide con l’Albo unico tra Dottori Commercialisti e Ragionieri.
L’analisi ricostruisce sedici anni di statistiche reddituali dei commercialisti analizzando in che modo le crisi economiche del periodo hanno impattato sulla redditività della professione.
In sedici anni, si legge nel comunicato stampa diffuso dal CNDCEC, il reddito medio dei commercialisti è cresciuto in misura superiore al valore aggiunto per occupato: +22,4 per cento contro +21,2 per cento.
Come evidenziato anche nella tabella fornita nel rapporto, si è passati da un reddito medio di 59.847 euro nel 2007 a quello di 73.277 euro nel 2022.
In tale periodo i divari reddituali tra donne e uomini, giovani e professionisti in carriera e tra Sud e Nord sono diminuiti anche se in alcuni casi restano ancora molto elevati.
Come dimostra anche il divario tra il reddito mediano e il reddito medio, che negli ultimi anni si è ridotto, anche se di poco (0,7 punti percentuali tra 2018 e 2022), la distribuzione dei redditi tende a migliorare con un ritmo, però, ancora troppo lento.
In particolare, nel report viene evidenziata la riduzione del divario tra Sud e Nord di ben 6 punti percentuali e quella tra under 40 e over 60 di ben 17 punti percentuali, mentre il divario di genere si è ridotto solo di 1,6 punti percentuali.
Il dato più significativo è la crescita del reddito medio al Sud pari,+40,5 per cento, contro quella del Nord pari al 21 per cento e la crescita del reddito medio degli under 40 pari (23,1 per cento) contro il crollo di quella degli over 60 pari (-16,8 per cento).
Il reddito medio delle donne, invece, è cresciuto del 26,6 per cento contro il 23,1 per cento degli uomini.
Ciononostante, i divari restano comunque elevati: 42,3 per cento per le donne rispetto agli uomini, 47,8 per cento per i giovani rispetto agli over 60 e 56,3 per cento per il Sud rispetto al Nord (42,3 per cento rispetto alla media nazionale).
I dati in relazione a inflazione e periodo Covid
L’aumento del reddito medio, però, deve fare i conti con l’inflazione. Sempre dal 2007 al 2022, il tasso di inflazione (indice armonizzato IPCA) è aumentato del 30,8 per cento. Questo fa sì che il reddito medio deflazionato sia diminuito del 6,4 per cento.
L’analisi dei ricercatori Fondazione nazionale si focalizza anche sulla discontinuità tra il periodo antecedente il Covid, che va dal 2007 al 2019 e il periodo post-Covid, che va dal 2021 al 2023. Similmente a quanto avvenuto anche per altre libere professioni, dopo la crisi Covid, dal 2021 in poi, c’è stata una netta ripresa, che ha battuto anche l’inflazione che, come è noto, è stata particolarmente vivace durante il Covid.
“Da questa analisi emerge il quadro di una professione resiliente e in salute, grazie soprattutto al grande recupero che c’è stato dopo il Covid. È un’indicazione importante che incoraggia l’azione del Consiglio Nazionale protesa al rilancio della professione su più fronti. Una professione che, evidentemente, svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo dell’economia nazionale con una funzione essenziale proprio nei momenti di maggiore crisi per il Paese.
La diminuzione dei divari reddituali, in particolare quelli relativi ai giovani e alle donne è un segnale molto positivo. La distanza è ancora grande, ma la tendenza lascia ben sperare. Siamo fiduciosi che questo trend possa consolidarsi ulteriormente nelle prossime rilevazioni, come emerge da alcune anticipazioni sui dati reddituali relativi al 2023.”
Questo il commento di Elbano De Nuccio, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Commercialisti: crescono i redditi e calano i divari