Quanto guadagna un avvocato? Crisi della professione forense

Redazione - Avvocati

Quanto guadagna un avvocato? Se è vero che il reddito degli avvocati è leggermente salito nel 2016, i dati della Cassa Forense confermano l'ormai evidente crisi della professione forense. Ecco i dati.

Quanto guadagna un avvocato? Crisi della professione forense

Quanto guadagna un avvocato? I redditi degli avvocati hanno subito un calo costante negli ultimi anni, tanto da far parlare di una vera e propria crisi della professione forense.

I dati comunicati dalla Cassa Forense in relazione ai redditi dichiarati nel 2015 mostrano un lieve aumento sui guadagni degli avvocati, anche se è ancora presto per dire che il periodo di crisi sia terminato.

Nell’immaginario collettivo si pensa che un avvocato guadagni cifre molto diverse da quelle che vedremo di seguito.

Per rispondere alla domanda di chi si chiede quanto guadagna un avvocato è necessario tuttavia fare alcuni necessari chiarimenti: i dati della Cassa Forense evidenziano come vi sia ancora oggi una forte disparità tra Nord e Sud, così come per i giovani sia inizialmente più difficile portare a casa compensi che superano i 500 euro al mese e come le donne fatichino ancora oggi ad essere equiparate, anche a livello reddituale, ai colleghi di sesso maschile.

Va tuttavia osservato come diventare avvocato e specializzarsi in un settore, come l’ambito penalista o divorzista, possa consentire dei guadagni molto vari a seconda di numerosi fattori tra cui il numero dei clienti di cui si può vantare e la propria posizione geografica.

In virtù di queste considerazioni cerchiamo di seguito di capire quanto guadagna un avvocato e, confrontando i dati della Cassa Forense rispetto agli anni passati, di definire realmente la misura della crisi della professione forense registrata negli ultimi anni.

Quanto guadagna un avvocato? I dati della Cassa Forense

Ad aiutarci a capire quanto guadagna un avvocato sono i dati diffusi dalla Cassa Forense sui redditi dichiarati dagli avvocati nel 2016.

La media dei redditi 2015 degli avvocati iscritti alla CF è stata di 38.385 euro, un dato che in relazione all’anno precedente mostra un aumento del 2,3% sui guadagni.

Tuttavia, se si confronta il dato con i guadagni medi degli avvocati nel decennio precedente è chiaramente percepibile la crisi della professione. Se nel 2007 il reddito medio di un avvocato era di 51.314 euro, negli anni successivi si è assistiti ad un calo drastico dei compensi percepiti, ed è proprio a partire dal 2016 che si è assistito ad un primo incremento.

Si riporta di seguito la tabella redatta dalla Cassa Forense sull’evoluzione del reddito professionale degli avvocati dal 2006 al 2016:

Guadagna meno un avvocato donna rispetto ad un professionista uomo

Dato interessante è quello che riguarda le differenze di reddito tra avvocati donne e uomini.

I numeri della Cassa Forense mostrano come nella professione forense sia ancora oggi evidente il gap di genere tra professionisti di sesso maschile e avvocatesse ed, inoltre, la differenza abissale - ma quasi scontata - del guadagno di un giovane avvocato rispetto ad un professionista di lunga data.

Ecco i dati della Cassa Forense e di seguito alcune considerazioni:

Se si osserva la differenza tra quanto guadagna un avvocato uomo rispetto ad una donna nel periodo più roseo della carriera forense, compresa tra i 60 e i 64 anni, è quasi inverosimile pensare che il divario sia pari a più della metà, con un reddito pari a 41.053 euro per le avvocatesse e di 83.377 euro per gli avvocati di sesso maschile.

Dati che fanno pensare non soltanto a come la crisi della professione forense si sia abbattuta soprattutto sui guadagni dei giovani avvocati, ma di come ancora oggi la strada da percorrere per la parità di riconoscimento professionale tra uomini e donne sia ancora tutta in salita.

La crisi della professione forense

In via generica la retribuzione media di un avvocato che lavora alle dipendenze di studio può aggirarsi sui 1.400 euro al mese e solo raramente arriva a superare il tetto dei 2.000. Diversa può essere la situazione di chi è titolare di studio o socio dal momento che i guadagni in questo caso possono schizzare significativamente verso l’alto.

Anche se gli avvocati hanno reagito nel complesso bene alla crisi recente, è anche da notare che il 44,4% degli avvocati ha dichiarato una contrazione dei guadagni negli ultimi anni. A preoccupare inoltre è anche il numero di persone che rinuncia ad esercitare, fattore che contribuisce a delineare i contorni della crisi della professione forense.

Complice della disaffezione alla professione diversi fattori che, spesso, trapassano i problemi sul guadagno: novità legislative in primis, che seppur introdotte con l’obiettivo di tutelare le professioni, finiscono per essere ricordate più per i loro risvolti negativi. Si pensi a tal proposito all’obbligo di preventivo scritto e all’assicurazione obbligatoria.

In una professione che spesso risulta legata legata nella maggior parte dei casi alla dimensione locale (comunale o provinciale) va inoltre considerato che statisticamente gli avvocati che risiedono all’interno delle grandi città come Roma o Milano possono avere una retribuzione più alta.

Tra le regioni d’Italia infatti i guadagni più alti si registrano proprio nella Lombardia e un ruolo di rilevo al suo interno è di certo giocato da Milano.

Quanto guadagna un avvocato? Tendenze e dati sugli iscritti all’Albo

Il quadro che si delinea per la professione forense non è quindi dei migliori. Le prospettive possono risultare poco lusinghiere anche in relazione al percorso richiesto per giungere ad esercitare l’avvocatura, tra Università praticantato forense e esame finale.

Gli avvocati in Italia sono più di 245 mila, un numero di certo molto alto che incide in misura molto importante sulla crisi della professione forense. Per ridurre l’impatto di una concorrenza sempre più spietata è attualmente all’ordine del giorno la richiesta di introdurre l’equo compenso per gli avvocati, recentemente previsto esclusivamente per i rapporti di consulenza professionale in favore di grandi committenti.

La regione dove ci sono più avvocati in relazione alla popolazione è la Calabria con più di 6 professionisti ogni mille abitanti. Per quanto riguarda invece la concentrazione in valori assoluti, al vertice della classifica si situano la Campania, il Lazio e la Lombardia anche a causa della presenza di grandi città come Napoli, Roma e Milano.

A non essere incoraggiante è soprattutto la tendenza degli ultimi anni relativa ai guadagni. Nell’ultimo periodo infatti gli indicatori relativi al reddito di chi esercita l’avvocatura si è dimostrato in constante calo, passando da una media di oltre 4.000 euro all’anno per gli anni ’90 alle cifre attuali.