Modello F24: come si compila?

Modello F24: come si compila?

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Come si compila il Modello F24 e quali sono le principali novità introdotte con il Decreto Fiscale 193/2016. Ecco una guida completa e aggiornata alle modalità di compilazione.

Modello F24: in questo articolo tutte le informazioni su come si compila, anche alla luce delle novità introdotte dal Decreto Fiscale 193/2016.

Cambiano le regole per la compilazione e per l’invio del modello F24 per i privati, ovvero per i contribuenti non titolari di partita Iva che a partire dal prossimo anno si troveranno a confrontarsi su nuove regole e nuove modalità di trasmissione.

A fare il gran ritorno con il Decreto Fiscale 193/2016 è il modello F24 cartaceo per i privati e per i pagamenti superiori a 1.000 euro. In precedenza, si ricorda, l’obbligo di utilizzare il modello F24 telematico coinvolgeva anche i non titolari di partita Iva in base a quanto previsto dalla Legge n. 89/2014 nel caso in cui il saldo finale superasse i 1.000 euro.

In attesa della conversione del D.l. vediamo come compilare il modello F24, quali sono le regole da seguire e cosa cambia per contribuenti privati e per i titolari di partita Iva.

Modello F24: come si compila

Il modello F24 è un documento utilizzato per il pagamento di imposte, tasse e contributi. Può essere utilizzato sia per i contribuenti privati, ovvero non titolari di partita Iva che da quelli con partita Iva per i quali vige l’obbligo di pagamento telematico

Il Decreto Fiscale 193/2016 cambia le regole relative alle modalità di utilizzo del Modello F24 e le novità riguardano nello specifico i contribuenti privati, ovvero i non titolari di partita Iva.

Dal momento della conversione in legge del D.l. i privati non saranno più obbligati ad utilizzare il Modello F24 in modalità telematica e verranno abrogate alcune delle norme contenute nella legge n. 84/2014.

La novità è che si stabilisce il ritorno del Modello F24 cartaceo per i contribuenti non titolari di partita Iva e i privati non saranno più soggetti all’obbligo di pagamento telematico degli importi superiori ai 1.000 euro.

Per fare chiarezza, prima di scendere nel dettaglio e illustrare come si compila l’F24 vediamo tutte le novità relative al modello F24 sia per i privati che per i titolari di partita Iva.

Modello F24: novità privati non titolari di partita Iva

Per i contribuenti privati non titolari di partita Iva il pagamento di tasse, imposte e contributi tramite modello F24 potrà avvenire in modalità cartacea anche per i pagamenti di importo superiore ai 1.000 euro. Cosa cambia?

In sostanza, viene meno una delle regole della legge n. 89/2014 dove si stabiliva che nel caso il saldo finale del pagamento fosse superiore ai 1.000 euro il pagamento tramite modello F24 dovesse avvenire esclusivamente in modalità telematica.

Con le novità introdotte dal Decreto Fiscale 193/2016 la norma viene meno e a far ritorno è il modello F24 in modalità cartacea.
Tuttavia è opportuno ricordare che il pagamento in modalità telematica è ancora obbligatorio nei seguenti casi:

  • quando per effetto delle compensazioni il saldo finale è di importo uguale a zero;
  • nel caso in cui a seguito di compensazioni l’importo da pagare con modello F24 è superiore a zero ovvero d’importo positivo.

Modello F24: contribuenti titolari di partita Iva

Per i contribuenti titolari di partita Iva non cambiano le modalità di pagamento di tasse, imposte o contributi tramite modello F24 e restano in vigore le norme della legge n. 84/2014.

In sostanza i titolari di partita Iva sono obbligati ai versamenti fiscali e previdenziali in modalità telematica con modello F24 indipendentemente dall’importo da versare e anche nel caso di saldo uguale a zero.

Modello F24: ecco la guida a come si compila

Il modello F24 può essere richiesto presso banche, uffici postali e uffici dell’Agenzia delle Entrate ma potete prenderne visione e scaricarlo anche di seguito.

PDF - 71.4 Kb
Modello F24
Per scaricare il Modello F24 dell’Agenzia delle Entrate clicca sull’icona

Con il modello F24 possono essere pagate gran parte delle imposte e dei contributi e nello specifico viene utilizzato per il pagamento di:

  • imposte sui redditi (Irpef, Ires);
  • ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale;
  • IVA;
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi dell’Irap e dell’IVA;
  • imposta sostitutiva sulle vendite immobiliari;
  • altre imposte sostitutive (sono sostitutive di redditi: imposta sugli intrattenimenti, imposta sulle scommesse e giochi, eccetera);
  • Irap;
  • addizionale regionale e comunale all’Irpef;
  • accise, imposta di consumo e di fabbricazione;
  • contributi e premi Inps, Inail, Enpals, Inpgi;
  • diritti camerali;
  • interessi;
  • IMU;
  • Tarsu/Tari, Tosap/Cosap;
  • canoni di locazione Inpdap sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli affittuari;
  • alcune tipologie di proventi derivanti dall’utilizzo dei beni di Demanio e di Patrimonio dello Stato sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli utilizzatori;
  • sanzioni.

Con questo modello vanno inoltre versate tutte le somme (compresi interessi e sanzioni) dovute in caso di:

  • autoliquidazione da dichiarazioni;
  • ravvedimento;
  • controllo automatizzato e documentale della dichiarazione;
  • avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione);
  • avviso di irrogazione di sanzioni;
  • istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale).

Dopo aver illustrato cosa è possibile pagare con il modello F24 occupiamoci nello specifico di come si compila.

Come potete vedere dal .pdf a disposizione nell’articolo, il modello F24 è diviso in sezioni.

Il contribuente dovrà compilare la sezione di proprio interesse; ad esempio, per il pagamento di Irpef, Ires e Iva bisogna compilare la sezione Erario, per le imposte regionali la sezione Regione e per le imposte comunali la sezione Ici e altri tributi.

Nel modello F24 bisogna inoltre compilare i campi relativi a:

  • Contribuente: codice fiscale, dati anagrafici, domicilio fiscale;
  • Coobbligato: va indicato, nei casi richiesti, il codice fiscale dell’erede, genitore, tutore o curatore fallimentare con il relativo codice identificativo;
  • Codici tributo: indicano fondamentalmente la tipologia di imposta da pagare;
  • Anno/periodo di riferimento: indica l’anno di imposta dell’imposta da pagare e va riportato nel formato a 4 cifre;
  • Regioni: per le imposte regionali, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento andrà indicato il codice della regione per la quale si effettua il versamento;
  • ICI e altri tributi locali: per l’addizionale comunale all’Irpef, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento, qualora si riferisca a versamenti relativi a comuni delle regioni Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano andranno utilizzati gli specifici “codici enti”. Per i versamenti relativi ai restanti comuni andrà utilizzato il residuale “codice ente” 99. Per l’ICI, invece, il codice ente locale da riportare sul modello è quello catastale che contraddistingue il comune destinatario del versamento.

Importante è ricordare che le cifre devono essere indicate con gli ultimi due numeri decimali. In presenza di più cifre decimali dovete arrotondare la seconda cifra decimale con il seguente criterio:

  • se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (euro 74,955 arrotondato diventa 74,96);
  • se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (euro 74,952 arrotondato diventa euro 74,95).

Modello F24: modalità di versamento

Le modalità di versamento del modello F24 variano nel caso in cui si tratti di un contribuente titolare di partita Iva o un privato.

Per i titolari di partita Iva il pagamento tramite modello F24 è esclusivamente telematico e può essere fatto direttamente dal contribuente, mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, Entratel o Fisconline, oppure mediante i servizi di home banking delle banche e di Poste Italiane. Inoltre ci si può affidare ad un intermediario abilitato al servizio di tramissione telematica Entratel, ovvero professionisti, associazioni di categoria, Caf.

I contribuenti che invece non sono titolari di partita Iva possono effettuare il versamento tramite F24 autonomamente, in modalità telematica, tramite i servizi di home banking delle banche o di Poste Italiane oppure (se abilitati) tramite Entratel o Fisconline. Resta sempre aperta la possibilità di chiedere la consulenza di professionisti.

Se il versamento può essere effettuato tramite F24 in modalità cartacea il pagamento potrà avvenire presso qualsiasi ufficio postale o bancario.

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