Startup: definizione, requisiti e finanziamenti

Redazione - Controllo di gestione

Startup: che cos'è e quando si può definire innovativa? Cerchiamo di fare chiarezza su significato e requisiti richiesti, unitamente alle modalità per acquisire finanziamenti.

Startup: definizione, requisiti e finanziamenti

Le startup sono delle imprese in fase di sviluppo con progetti innovativi da alimentare. Il significato ed i requisiti di quelle ‘innovative’ sono state dettate dal D.L. Crescita 2.0 del 2012 che permette di fruire di un regime agevolato.

In Italia le startup sono circa 5.800 e impiegano circa 35 mila persone tra soci e dipendenti. Se progettare una start up può essere entusiasmante, è bene ricordare come spesso abbiano bisogno di incentivi, finanziamenti e servizi che possano guidarle verso la completa autonomia. Per giungere al successo occorre conosce il significato di parole come spirito imprenditoriale, rischio e voglia di mettersi alla prova.

Che cos’è una startup? Cerchiamo di approfondirne il significato di questa espressione e i requisiti che la rendono tale.

Startup: significato, requisiti e finanziamenti

Non tutte le imprese appena fondate sono una startup. Il suo significato si riferisce in primo luogo ad un’impresa ancora giovane e con poco capitale orientata allo sviluppo di progetti innovativi. La fondazione di una startup può essere legata al mondo di internet, dell’artigianato e manifattura, dell’industria, del sociale: l’importante è avere idee da vendere.

Per fare alcuni esempi di startup, WhatsApp, BlaBlaCar, AirBnB, Zalando e Spotify lo erano prima di diventare i giganti di oggi. In un certo senso una startup è un’impresa posta allo stato iniziale del suo ciclo vitale e in cerca di risorse e finanziamenti per il proprio sviluppo.

Oltre al significato di startup è importante esaminare qual è la situazione italiana a riguardo. A fine giugno 2016 nella penisola erano circa 2.600 quelle con dipendenti per una media di occupati di 3,5 per impresa. Per quanto riguarda il 2017, per i primi 6 mesi sono stati investiti 75,3 milioni a favore delle startup; una somma in calo del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

E infatti uno dei problemi con i quali deve fare i conti una startup nascente è quello dei finanziamenti. Le risorse per far crescere l’impresa possono essere reperiti tramite bandi di enti istituzionali oppure facendo ricorso a venture capital: investimenti rischiosi di capitale profuso verso progetti particolarmente promettenti, come quelli di possibili startup.

Ulteriori possibilità sono offerte dagli incubatori di startup, che permettono di velocizzare la crescita delle nuove imprese fornendo servizi e conoscenze utili per chi sta cercando di mettere in piedi un proprio progetto. Altra possibilità che è possibile prendere in considerazione è quella di elaborare un progetto di crowdfunding start up.

Startup innovative: cosa sono e quali sono i requisiti richiesti?

La legislazione offre una definizione chiara dei requisiti per startup innovative e che quindi incidono sul significato del termine. La regolamentazione è contenuta negli articoli 25-32 del D.l. n. 179 del 2012.

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Ecco alcuni dei requisiti per startup innovative:

  • non deve essere costituita da più di 60 mesi,
  • la produzione annua totale non deve superare i 5 milioni di euro dal secondo anno,
  • deve avere come oggetto sociale prevalente progetti innovativi e ad alto valore tecnologico.
  • deve essere costituita come società di capitali,
  • non deve distribuire utili finché gode del regime da start up innovativa.

Se questo è il significato, i vantaggi per rientrare all’interno della categoria delle startup innovative sono vari. In primo luogo si potrà godere di agevolazioni fiscali e di una regolamentazione più leggera in materia di diritto fallimentare. Rientrare nei requisiti definiti dal decreto Crescita 2.0 (179/2012) può essere di grande utilità per poter fruire di semplificazione e di un regime tutelato.